Sicurezza sul lavoro: chiarimenti ministeriali sui sistemi di protezione contro le cadute dall'alto

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali congiuntamente al Ministero delle Infrastrutture e al Ministero dello Sviluppo Economico, con la Circolare n. 3 del 13 febbraio 2015, sono intervenuti in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro, nel caso di svolgimento delle attività in quota.In particolare la circolare in esame è intervenuta fornendo chiarimenti sull'utilizzo dei dispositivi di ancoraggio per la protezione contro le cadute dall'alto, in riferimento ai dispositivi installati permanentemente e non permanentemente.

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Licenziamento: illegittimo in caso di contestazione tardiva anche se legata alla complessità delle indagini

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha chiarito che deve considerarsi illegittimo il provvedimento espulsivo comminato al lavoratore, il quale giunga a distanza temporale eccesiva rispetto ai fatti contestati.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 2902 del 13 febbraio 2015, ha precisato che il principio di immediatezza della contestazione, volto a garantire il diritto di difesa del lavoratore, non può subire deroghe, nemmeno nel caso di provate e complesse indagini da parte del datore, necessarie per giustificare il provvedimento espulsivo.

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Niente condanna del datore se non è indicata l'omissione commessa nelle misure di sicurezza

In tema di sicurezza sul lavoro, la Corte di Cassazione ha statuito che ai fini della condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno nei confronti del lavoratore infortunatosi, quest'ultimo deve almeno allegare l'omissione commessa dal datore nella predisposizione delle misure necessarie ad evitare l'incidente occorsogli. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 2687 dell'11 febbraio 2015, ha chiarito che non risulta sufficiente la generica deduzione da parte dell'infortunato della violazione di ogni ipotetica misura di prevenzione, in quanto la responsabilità del datore va collegata alla violazione di obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti da conoscenze sperimentali o tecniche del momento.

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Split payment: istituiti i codici tributo per il versamento IVA degli enti pubblici

Con Risoluzione 12 febbraio 2015, n. 15, l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo necessari per il pagamento dell'IVA dovuta da parte degli enti pubblici a seguito di scissione dei pagamenti (split payment).In particolare, per il versamento dell'imposta, mediante modello 'F24 Enti pubblici', sono istituiti i seguenti codice tributo:'620E', denominato 'IVA dovuta dalle PP.AA.- Scissione dei pagamenti - art. 17-ter del DPR n. 633/1972'.'6040', denominato 'IVA dovuta dalle PP.AA. - Scissione dei pagamenti - art. 17-ter del DPR n. 633/1972'.

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Istruzioni operative per il nuovo regime agevolato contributivo: Messaggio INPS

Con Messaggio 11 febbraio 2015, n. 1035, l'INPS ha fornito chiarimenti in merito alle modalità operative per la gestione del nuovo regime agevolato contributivo per artigiani e commercianti forfetari (art. 1, commi 77 - 84, L. n. 190/2014).La richiesta di adesione può avvenire tramite il modulo presente nel cassetto previdenziale, o tramite domanda cartacea.Inoltre, è stato precisato che non è possibile cumulare il nuovo regime agevolato dei forfetari con la riduzione per ultra65enni. Infatti, nel caso in cui un soggetto ultra65enne, già beneficiario dello sconto al 50% dei contributi in quanto pensionato, faccia richiesta di adesione al regime agevolato contributivo, l'INPS provvederà in automatico a:revocare la riduzione al 50%;riconoscere il nuovo regime agevolato.

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Invio telematico CU 2015: i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

Con un Comunicato stampa del 12 febbraio 2015, l'Agenzia delle Entrate fornisce indicazioni in merito alla presentazione telematica delle Certificazioni Uniche relative al periodo d'imposta 2014.In particolare, l'Agenzia chiarisce che:potrà essere omessa la compilazione della sezione INAIL;potranno non essere inviate le Certificazioni Uniche contenenti solo redditi esenti;il sostituto avrà la possibilità di inviare anche oltre il 9 marzo 2015 le Certificazioni Uniche relative a redditi non dichiarabili tramite Mod. 730 (ad esempio redditi di lavoro autonomo non occasionale).

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INPS: riordino dei servizi ex ENPALS

L'INPS, con il Messaggio n. 1095 del 12 febbraio 2015, rende noto che i servizi esposti sul Portale Istituzionale per Imprese, Consulenti e Professionisti del settore Sport e Spettacolo verranno ridefiniti e riorganizzati nell'ambito dei 'Servizi per le Aziende e Consulenti' della sezione 'Servizi On Line' presente sul sito www.inps.it.Più precisamente, dal 27 febbraio 2015 per l'accesso ai suddetti servizinon potranno più essere utilizzati i vecchi PIN della gestione ex-ENPALS, madovranno essere utilizzate le procedure di autenticazione e gestione dei profili di accesso previste per la generalità dei datori di lavoro con dipendenti e per gli intermediari abilitati.

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I permessi per gravi motivi familiari vanno giustificati

La Sentenza n. 2803 del 12 febbraio 2015 della Corte di Cassazione pone l'attenzione sui permessi di cui all'articolo 4 della Legge n. 53/2000, affermando che solo il permesso per lutto di un familiare dà diritto ad un congedo che il datore di lavoro, di fatto, non può negare, mentre la fruizione del congedo per 'gravi e documentati motivi familiari' non può essere lasciata al mero arbitrio del lavoratore che, pertanto, deve avere l'autorizzazione del datore di lavoro per poterne fruire.La Suprema Corte, in forza a tale principio, ha respinto il ricorso del lavoratore che periodicamente si assentava dal lavoro con la scusa di 'gravi motivi': solo in un caso è stato provato il lutto di un familiare, mentre negli altri casi non aveva consentito al datore di lavoro di verificare 'l'effettiva sussistenza delle giustificazioni', arrogandosi di fatto il diritto a decidere quando assentarsi dal lavoro senza preventiva autorizzazione del datore. Così, la Corte ha legittimato il licenziamento operato dall'azienda che ha considerato tali 'congedi' quali assenze ingiustificate.

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Omissione contributiva: carcere se dopo la condanna non si effettua il versamento

In materia di omissione contributiva, la Corte di Cassazione ha chiarito che non può essere ammesso alla sospensione condizionale della pena l'imprenditore che non provvede a sanare il debito nei confronti dell'INPS.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 5909 del 10 febbraio 2015, ha precisato che per poter accedere alla sospensione condizionale della pena in luogo del carcere, risulta necessario che vengano eliminate le conseguenze dannose del reato. L'imprenditore che non paga, e quindi non elimina alcuna conseguenza, deve essere punito con la reclusione.

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La volontarietà della condotta fraudolenta deve essere considerata nella valutazione della proporzionalità del licenziamento

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha legittimato il licenziamento operato da un'azienda nei confronti di un venditore on-line di biglietti aerei, in quanto questi ha venduto dei biglietti ad un prezzo inferiore alla metà del prezzo di vendita e l'azienda è riuscita a provare il dolo intenzionale operato dal lavoratore e teso a favorire l'acquirente del biglietto.Con la Sentenza n. 2691 pubblicata l'11 febbraio 2015, la Corte ha cassato il verdetto d'appello, nel quale la corte territoriale aveva assolto il lavoratore ritenendo sproporzionato il licenziamento rispetto all'addebito contestato, e rinviando la causa al giudice del rinvio ha dichiarato che l'elemento dirimente la questione attiene alla valutazione dell'intenzionalità fraudolenta del lavoratore, cosa che la corte d'appello non ha tenuto in considerazione.

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