La volontarietà della condotta fraudolenta deve essere considerata nella valutazione della proporzionalità del licenziamento

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha legittimato il licenziamento operato da un'azienda nei confronti di un venditore on-line di biglietti aerei, in quanto questi ha venduto dei biglietti ad un prezzo inferiore alla metà del prezzo di vendita e l'azienda è riuscita a provare il dolo intenzionale operato dal lavoratore e teso a favorire l'acquirente del biglietto.Con la Sentenza n. 2691 pubblicata l'11 febbraio 2015, la Corte ha cassato il verdetto d'appello, nel quale la corte territoriale aveva assolto il lavoratore ritenendo sproporzionato il licenziamento rispetto all'addebito contestato, e rinviando la causa al giudice del rinvio ha dichiarato che l'elemento dirimente la questione attiene alla valutazione dell'intenzionalità fraudolenta del lavoratore, cosa che la corte d'appello non ha tenuto in considerazione.

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Niente licenziamento per le offese rivolte al capo che costituiscono insubordinazione lieve

In tema di licenziamento per giusta causa, la Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che nel corso di una lite, in preda ad un attacco d'ira, rivolge frasi offensive al capo perché si ritiene vittima di un'ingiustizia.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 2692 dell'11 febbraio 2015, ha chiarito che il recesso del datore non è giustificato, in quanto il lavoratore non ha violato gli obblighi contrattuali né ha contestato il potere del superiore: l'illecito disciplinare costituisce una insubordinazione lieve.

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Split payment

Con Circolare 9 febbraio 2015, l'Agenzia delle Entrate ha dato dei chiarimenti in merito all'ambito applicativo dello split payment e al meccanismo della scissione dei pagamenti.In particolare, la Circolare precisa che: lo split payment riguarda solo le operazioni documentate mediante fattura;tra i soggetti che sono tenuti ad applicare lo split payment rientrano lo Stato e gli organi dello Stato, gli enti pubblici territoriali, le Camere di Commercio, gli istituti universitari, le aziende sanitarie locali e gli enti pubblici di previdenza come l'Inps;la scissione dei pagamenti si applica alle operazioni il cui corrispettivo sia stato pagato dopo l'1 gennaio 2015; lo split payment non trova applicazione per le fatture emesse entro il 31 dicembre 2014.Infine, la Circolare chiarisce che non saranno applicate sanzioni per gli errori commessi fino al 9 febbraio 2015.

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Negata l'agevolazione 'prima casa' se l'istanza di cambio residenza non è accolta: Cassazione

Con Sentenza 6 febbraio 2015, n. 2181, la Corte di Cassazione ha precisato che decade dall'agevolazione 'prima casa' il contribuente che non ha rispettato il requisito del trasferimento di residenza, in quanto l'istanza presentata non è stata accolta dal Comune.A nulla rileva, inoltre, l'accoglimento della seconda istanza di trasferimento della residenza in quanto '…al momento dell'acquisto della 'prima casa' la condizione del trasferimento della residenza […] non era […] stata ancora posta in essere e i contribuenti non avevano pertanto diritto all'agevolazione.'

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770 non sufficiente a dimostrare l'omesso versamento delle ritenute

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 5736 del 9 febbraio 2015, ha affermato che per configurare il reato di omesso versamento delle ritenute non è sufficiente, per l'accusa, provare la presentazione del modello 770, ma è necessario dimostrare il rilascio del CUD al lavoratore.Coerentemente ad altre sentenze emesse dalla medesima Corte, i giudici supremi hanno ribadito che il rilascio della certificazione ai sostituiti costituisce elemento essenziale per la configurabilità del reato in parola che, pertanto, non può essere provato con la sola presentazione del modello 770 da parte del datore di lavoro.

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Collocamento obbligatorio: in caso di avvio al lavoro la mancata assunzione dà diritto al risarcimento del danno

In materia di collocamento obbligatorio, la Corte di Cassazione ha chiarito che, qualora il datore di lavoro proceda ad avviare al lavoro il dipendente iscritto nelle apposite liste di assunzione obbligatoria, la successiva mancata assunzione del prestatore comporta il diritto per quest'ultimo al risarcimento.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 2383 del 9 febbraio 2015, ha precisato che la somma da riconoscere al lavoratore dovrà corrispondere alle retribuzioni che sarebbero spettate allo stesso in caso di assunzione, rimanendo a carico del datore l'eventuale prova in tema di aliunde perceptum o di negligenza nella ricerca di altra occupazione.

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Condanna del datore per l'infortunio del lavoratore in caso di mancanza nel Duvri dei rischi dell'appalto interno

In tema di sicurezza sul lavoro, la Corte di Cassazione ha statuito la condanna del datore-committente per l'infortunio occorso all'operaio, in quanto nell'elaborazione e redazione del documento unico di valutazione dei rischi (Duvri) non ha considerato il rischio di interferenze con l'esecuzione dell'appalto.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 5857 del 9 febbraio 2015, ha precisato che, in materia di valutazione del rischio (art. 26 del D.Lgs n. 81/2008) e di documento unico di valutazione dei rischi interferenti, il datore deve tener conto della presenza di ditte o di lavoratori autonomi terzi operanti nell'ambiente di lavoro contestualmente all'effettuazione dei lavori affidati in appalto.

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Epap e Eppi: nuove modalità di versamento per contributi previdenziali e assistenziali

In data 4 febbraio 2015 l'Ente di previdenza e assistenza pluricategoriale (Epap) e l'Ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati (Eppi) hanno firmato due distinte convenzioni con l'Agenzia delle Entrate.Infatti, dal 23 febbraio 2015 gli iscritti all'Epap e all'Eppi potranno utilizzare i modelli F24 per i versamenti previdenziali e assistenziali. L'Agenzia delle Entrate definirà a breve i codici tributo da riportare nel modello F24.

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