Regole tecniche relative ai documenti informatici verso la PA: D.P.C.M. in G.U.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 12 gennaio 2015, n. 8 il D.P.C.M. 13 novembre 2014, con il quale sono state disposte le 'Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici nonché di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni ai sensi degli articoli 20, 22, 23-bis, 23-ter, 40, comma 1, 41, e 71, comma 1, del Codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005.'In particolare, l'art. 3 del presente Decreto stabilisce le regole di formazione del documento informatico, riguardanti:le corrette modalità di redazione;il requisito dell'immodificabilità e dell'integrità;la conservazione nel sistema di gestione informatica;della fattura elettronica.Con la pubblicazione in G.U. del citato D.P.C.M. viene dato il via libero definitivo al passaggio al sistema di gestione informatica dei documenti da parte della P.A., che dovrà concludersi entro 18 mesi a partire dal prossimo febbraio (ossia entro settembre 2016).

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Dichiarazioni d'intento false, il cedente deve dimostrare la propria estraneità alla frode: Cassazione

Con Ordinanza 9 gennaio 2015, n. 176, la Corte di Cassazione ha chiarito che in caso di dichiarazione d'intento ideologicamente falsa, l'obbligo del cedente di assolvere l'IVA sui beni oggetto dell'operazione è escluso solo nella misura in cui risulti provato che egli abbia adottato tutte le misure ragionevoli in suo potere al fine di assicurarsi che la cessione effettuata non lo conducesse a partecipare alla frode.In particolare, secondo la Corte la non imponibilità IVA delle cessioni all'esportazione non può essere correlata alla sola formale sussistenza della dichiarazione, occorrendo che il cedente dimostri, in caso di dichiarazioni d'intento ideologicamente false, l'assenza di un proprio coinvolgimento nell'attività fraudolenta del cessionario.

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Prescrizione breve sulle domande di sospensione all'INAIL

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 211 del 12 gennaio 2015, ha ribadito il principio secondo il quale il decorso della prescrizione triennale per il riconoscimento delle prestazioni relative agli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (artt. 111 e 112 del DPR n. 1124/1965) si interrompe solo per i 150 giorni previsti dalla norma decorsi i quali, se l'INAIL non si pronuncia, la prescrizione ricomincia a decorrere.Pertanto in tal caso, decorso tale termine (150 giorni dalla domanda di sospensione della prescrizione) l'interessato dovrà necessariamente ripresentare un nuovo atto (ad esempio un sollecito), per effettuare una nuova interruzione della prescrizione.

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Licenziamento per irreperibilità del dipendente malato ed abuso del veicolo aziendale

In materia di licenziamento per giustificato motivo soggettivo, la Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente in malattia che si sottrae alle fasce orarie di reperibilità, mentre l'auto aziendale concessagli come benefit risulta in circolazione nel periodo di assenza dal servizio per la patologia denunciata.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 344 del 13 gennaio 2015, ha precisato che il recesso del datore è giustificato, in quanto la condotta del lavoratore non consente il controllo l'autenticità della patologia, integrando un notevole inadempimento agli obblighi contrattuali di buona fede e diligenza; inoltre, sussiste anche un abuso del veicolo aziendale concesso a titolo di benefit.

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INAIL: fissato il tasso d'interesse per la rateizzazione del premio

L'INAIL comunica che il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha reso noto il tasso medio di interesse dei titoli di Stato per l'anno 2014, fissato nella misura dell'1,35%.Pertanto, il tasso di interesse da applicare alla seconda, terza e quarta rata del premio di autoliquidazione 2014/2015 è fissato nella misura dell'1,35% annuo.

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